Per molti anni l’Argentina è stato considerato un Paese arretrato e sottosviluppato. Oggi sappiamo che la sua economia è in piena espansione (PIL a 7,50%) ed anche la società civile sembra in piena evoluzione.
Dopo l’autorizzazione del matrimonio tra omosessuali nel 2010, il Senato argentino ha approvato questa settimana un disegno di legge che consente ai transessuali e ai travestiti di scegliere il proprio genere sessuale.
Questo testo permette ai cittadini argentini di indicare all’anagrafe il sesso di loro scelta, e cambiare così genere sessuale a loro piacimento, senza richiedere il consenso di un medico o di un giudice. L’identità di genere dipende solo dalla “esperienza interiore di tipo individuale, così come la persona percepisce sé stessa”.
“Chiunque può richiedere un cambiamento di sesso, di nome e di immagine” dice la nuova legge argentina. Nessun cambiamento fisico (chirurgia, terapia ormonale, o trattamento medico) sarà quindi richiesto per cambiare il proprio stato civile.
La persona potrà rivolgersi semplicemente all’Ufficio anagrafe nazionale. Finora, i cittadini argentini che desideravano cambiare il loro stato civile non potevano farlo, se non dopo aver ottenuto l’approvazione di un giudice. Facendo passare questa legge, “l’Argentina stabilisce il diritto di scegliere il proprio genere sessuale in modo libero e flessibile”, afferma Anne-Gaëlle Duvochel, dell’associazione per i diritti degli LGBT. “Qualunque sia il sesso di origine, se dici che sei una donna, ottieni la carta d’identità come donna”.
La legge segna una vera e propria novità, sia a livello nazionale che internazionale: il genere sessuale scritto sui documenti di identità verrà infatti deciso dalla persona stessa.
In Italia per cambiare sesso occorre l’intervento chirurgico ed una lunga preparazione medico-psicologica. Il cambiamento di sesso infatti la nostra legge lo considera “irreversibile” ed è così anche in Francia, dove l’Ile de France della National Association transgender (ANT) chiede che sia possibile un cambiamento di sesso con un semplice atto pubblico, alla presenza di due testimoni.
Insomma, una cosa sembra certa: nel futuro essere maschi o femmine non sarà più considerato un volere divino, o un caso della natura, ma una delle tante opzioni che avremo, come essere biondi o bruni, indossare la gonna o i pantaloni, avere come partner un uomo o una donna e così via…
Dr. Walter La Gatta
Immagine:
Canon EOS40D, Flickr




“nel futuro essere maschi o femmine non sarà più considerato un volere divino, o un caso della natura, ma una delle tante opzioni che avremo, come essere biondi o bruni, indossare la gonna o i pantaloni, avere come partner un uomo o una donna e così via…” questo lo si può già fare quanto si vuole tra privati cittadini, il problema sono i cambi che coinvolgono l’apparato burocratico se permettere ho serie perplessità davanti all’idea che chiunque possa andare a cambiarsi si suoi dati anagrafici quando vuole e magari con leggerezza: la legge deve assecondare i bisogni dei cittadini ma non la loro volubilità.