Che l'amore è tutto, è tutto quello che sappiamo dell'amore. Emily Dickinson

Fedi religiose e poligamia: se ne parla in Canada

mormoni

Tempo fa uscì una interessante ricerca dell’Università di Sheffield, la quale sosteneva che gli uomini poligami vivono più a lungo di quelli monogami. Lo studio, effettuato su soggetti ultrasessantenni di 189 Paesi, mostrava che nelle 140 nazioni dove era permessa la poligamia, gli uomini vivono il 12 per cento di tempo in più che nelle 49 nazioni a cultura prevalentemente monogama.

C’è una ragione, secondo i ricercatori: infatti, gli uomini monogami, una volta vedovi, tenderebbero a lasciarsi andare con più facilità, mentre l’uomo poligamo può sempre contare sul supporto che gli arriva dalle altre mogli. Inoltre, un uomo che ha più mogli ha anche più figli ed il fatto di avere dei bimbi ancora da accudire oltre i sessant’anni può offrire maggiori motivazioni ad aver cura di sé stessi.

Normalmente le società poligame sono quelle islamiche, anche se nel mondo musulmano  vi sono crescenti dissensi sulla poligamia, rappresentati in particolare dai movimenti femministi, che reclamano pari diritti. Non molto tempo fa in Iran vi fu una proposta di legge volta a facilitare la poligamia: l’uomo infatti, se questa legge fosse passata, avrebbe potuto addirittura scegliersi una seconda moglie all’insaputa della prima, senza dover ottenere il permesso dalla prima moglie, senza neanche dovergliene parlare.

Una legge veramente inaccettabile, in un Paese dove una donna che tradisce il marito è passibile di incorrere nella pena di morte (come ben sappiamo). La proposta è stata comunque ritirata, anche ad opera delle femministe, che con coraggio sono scese in piazza.

Il problema comunque esiste ed è di ordine religioso: se si appartiene ad una religione che non vieta la poligamia, anzi la favorisce e la raccomanda, però si vive in uno Stato che, su questo tema, ha leggi differenti, il cittadino-fedele non sa quale posizione prendere.

Il teologo islamico Jamal al Banna suggerisce, a chi vive nei Paesi che vietano la poligamia, di sposarsi e poi divorziare, ma solo sulla carta. In questo modo, secondo il teologo, si possono rispettare le leggi del Paese ospitante, senza far torto alla legge di Allah.

Se state pensando che questo sia un problema che non ci riguarda, perché riguarda solo cittadini che vivono in altre zone del mondo e che hanno religione, costumi e tradizioni troppo diverse dalle nostre, forse vi stupirà sapere che la possibilità di introdurre la poligamia nell’ordinamento dello Stato è all’ordine del giorno in questo periodo in Canada, su sollecitazione della Fundamentalist Church of Jesus Christ of Latter Day Saints (Chiesa Fondamentalista di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni).

Questa Chiesa, che peraltro c’è anche in Italia, (anche se si dichiarano contrari alla poligamia) si staccò dalla Chiesa mormonica nel 1890, proprio perché non volle cedere alle pressioni del Governo americano, che chiedevano una rinuncia alla poligamia. La Chiesa ha il suo quartier generale a Colorado City, Arizona, e conta circa 10.000 fedeli, in Canada e Stati Uniti.

I membri di questa Chiesa credono che un uomo debba avere molte donne, per seguire la volontà di Dio. Questi “matrimoni celesti” aiuterebbero la loro comunità a proteggere le donne e a garantire il benessere e l’integrità morale dei più giovani.

Ora questa Chiesa si è messa contro il governo canadese perché sostiene che le leggi dello Stato impediscono ai propri fedeli di seguire la loro religione.

Naturalmente compare ufficialmente un solo matrimonio per ogni uomo sposato, ma poi di fatto ogni uomo ha più mogli. Sembra inoltre che in questa comunità religiosa le donne subiscano frequenti abusi e che le ragazze giovanissime vengano obbligate a sposarsi con uomini anziani.

Per non scoperchiare la pentola, il governo canadese fin qui non aveva fatto nulla contro questa realtà, ma molte associazioni per i diritti umani hanno denunciato la situazione e ora è partita un’indagine, di cui appunto si sta discutendo molto in questi giorni.

Nella città di Bountiful, il 50% della popolazione appartiene a questa confessione e dunque pratica anche la poligamia. La cosa più sorprendente è che le donne siano d’accordo. Tra loro, Angela Campbell, studi ad Harvard e professoressa di diritto presso la McGill University, la quale ha presentato una ricerca a favore della poligamia, intervistando 22 donne. Secondo la Campbell ciò che fa male a questa comunità religiosa non è la poligamia, ma lo stigma sociale, la paura che hanno le donne che il loro marito possa essere arrestato, o che possano toglier loro i figli.

Fonti:

Blog Le Figaro
Corriere della Sera

Toronto Sun
Vancouver Sun

Immagine: Joseph F. Smith, le sue mogli ed i suoi figli, 1900 circa, Wikimedia

Psicologa, psicoterapeuta e sessuologa, iscritta all’Ordine degli Psicologi del Lazio, n. 8407.
- Saggista e Blogger
- Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
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