Che l'amore è tutto, è tutto quello che sappiamo dell'amore. Emily Dickinson

Il tradimento e il mito della monogamia

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Peggy Vaughan, fondatrice del sito internet DearPeggy.com e autrice del libro  The Monogamy Myth sostiene che “Le persone in genere riescono a superare che il proprio partner abbia fatto sesso con qualcun altro più del fatto di essere state ingannate”. Una relazione clandestina, secondo l’autrice, fa male in quanto comporta non tanto il sesso con un’altra persona, quanto la rottura di un patto di reciproca fiducia.

Alcuni anni fa la Vaughan ha condotto un sondaggio online, chiedendo ai lettori: “Se il vostro partner avesse una relazione, cosa sarebbe più difficile da superare: l’inganno, o che lui / lei abbia fatto sesso con qualcun altro?” Quasi tre quarti degli uomini e delle donne intervistate ha risposto che ciò che le faceva soffrire di più era l’inganno subito.

La Vaughan racconta nel libro la sua storia personale: quando sposò il suo amore d’infanzia, all’età di diciannove anni, pensava di dar vita a una relazione coniugale sicuramente monogama. Invece, dopo undici anni di matrimonio, suo marito James iniziò ad avere relazioni con altre donne. La moglie non ci riusciva però a credere del tutto, dal momento che con lui aveva condiviso fino a quel momento i valori tradizionali del matrimonio e della monogamia. I sospetti della Vaughan divennero sempre più forti, ma si sentiva impossibilitata a confrontarsi con lui: se fosse stato vero che lui aveva un’altra donna, cosa doveva fare lei? Non poteva fare altro che chiedere il divorzio, per salvare il suo orgoglio; si sentiva però anche ansiosa e incerta di potercela fare da sola, avendo anche due bambini piccoli.

Così, dice l’autrice del libro, invece di confrontarsi con lui, iniziò a lavorare su sé stessa, cercando di aumentare la forza e la fiducia nelle sue capacità, per affrontare qualunque cosa potesse accaderle.

Questa coppia era sui generis, in quanto sia la Vaughan che il marito James erano due psicoterapeuti. Quando lui lasciò il lavoro all’università, per andare a lavorare con lei come consulente di coppia, in uno studio associato, non poteva non sentirsi a disagio su questioni relative a onestà e fiducia. Alla fine dunque decise di raccontare alla moglie tutte le informazioni che lei gli aveva chiesto, da tanto tempo, ammettendo di aver avuto una serie di storie.

Grazie al lavoro fatto su sé stessa e alla possibilità di parlare approfonditamente di tutto ciò che riguardava queste relazioni extraconiugali ed i sentimenti provati, i due psicologi riuscirono a ristabilire la monogamia nella loro unione.

Usando la loro esperienza professionale, essi si resero conto di come una comunicazione onesta possa consentire alle persone di lavorare con i problemi e le differenze, a prescindere da quanto questi aspetti sembrino difficili o apparentemente insormontabili. I due, che evidentemente avevano anche il senso degli affari, decisero di scrivere un libro sul loro rapporto e sulla crisi superata, mettendo un’ipoteca sulla casa, dal momento che dovettero pubblicarlo in proprio.

La reazione da parte dei media fu travolgente. Erano gli anni Ottanta: su questa storia costruirono un centinaio di spettacoli televisivi e radiofonici, ed il libro vendette migliaia di copie.

Il problema però fu che il gruppo di consulenti per i quali i due psicologi lavoravano non li vollero più nel loro staff: due terapeuti della coppia non possono parlare pubblicamente della loro crisi matrimoniale.

E così è cominiciata la carriera di scrittrice della Vaughan, il cui libro più importante è sicuramente questo mito della monogamia, pubblicato negli anni Novanta e più volte ristampato.

Cosa si dice nel libro

Il concetto fondamentale è che la monogamia viene considerata la norma nella nostra società; per questo, quando le cose vanno in un altro modo le persone coinvolte sentono di aver fallito nei loro progetti di coppia e spesso si sentono in colpa per quanto è successo.

In realtà, si dice ancora nel libro, la monogamia non è affatto la norma: il 60 per cento degli uomini e il 40 per cento delle donne ha prima o poi una relazione extraconiugale.

Dunque, bisogna respingere il mito della monogamia, non per giustificare coloro che hanno storie extraconiugali, ma per alleviare il senso di vergogna e di inadeguatezza provato dai partners traditi, i quali possono cercare di sopravvivere a questa esperienza solo facendo i conti con la realtà, e non aggrappandosi ad un mito.

La Vaughan crede che una coppia possa non tradirsi, a determinate condizioni. Ad esempio, la coppia deve essere consapevole che le attrazioni verso altre persone sono probabili, anzi, inevitabili, anche quando c’è l’amore. Secondo l’autrice del libro dunque è importante essere onesti, raccontare al/alla partner tutte le tentazioni che si provano, e lavorare su tali tentazioni. L’effetto di questa sincerità nel rapporto, dice la Vaughan, è quello di creare un senso di vicinanza e di conoscenza reciproca, che sostituisce il sospetto con la fiducia.

Nessuno è completamente immune dal tradimento, aggiunge la Vaughan, anche se molte persone sono convinte che sia qualcosa che non le riguarderà mai direttamente: in un tradimento infatti viene coinvolto anche il partner che non ha tradito ed in più sono coinvolti i familiari, i figli, gli amici.

Certo, ammette la Vaughan, parlare al/alla partner della propria attrazione sessuale verso altre persone non è facile, ma a suo parere affrontare questi problemi in modo realistico può essere di notevole aiuto. E cita un esempio: il giorno in cui suo marito le ha rivelato dei suoi tradimenti, è diventato per loro il giorno della svolta, più importante ancora del loro anniversario di nozze.

I suggerimenti contenuti nel libro riguardano anzitutto il fare i conti con la realtà, capire che il tradimento è sempre dietro l’angolo e dunque occorre contrastarlo: ad esempio, come distinguere una reale amicizia da un legame nascente, di tipo amoroso o sessuale? La prima cosa da chiedersi è se si sta cercando di tenere questa cosa segreta al/alla partner.

La Vaughan ritiene che sia proprio questo, il segreto,  ciò che fa distinguere una amicizia da una relazione che potrebbe avere degli sviluppi diversi.

La relazione di “amicizia” rischia di diventare un tradimento se:

- Non si racconta al/alla partner di questa relazione
- Si dicono o si fanno delle cose con questa persona che non si farebbero se il/la partner fossero presenti
- Si condividono con questa persona delle cose che non si condividono con il/la partner
- Si fanno degli sforzi per trascorre del tempo con questa persona “amica”.

Nella maggior parte dei casi le relazioni di amicizia molto strette sono solo dei rapporti che non sono ancora diventati sessuali – dice Vaughan – o finiscono, o diventano un’altra cosa. Per questo è fondamentale che tutti i contatti uno-a-uno con un terzo vengano eliminati, prima che diventino più profondi.

Le “amicizie” sono pericolose in particolare per le donne, perché esse investono molto in queste relazioni, ben più di quanto facciano gli uomini. Una donna, ad esempio, può soffrire per anni a causa di questo genere di “amicizia” che ha per un’altra persona, mentre la sua controparte maschile può considerare le particolari attenzioni ricevute come un bonus per la propria vita familiare. In altre parole,è sempre la solita storia: la donna cerca nella relazione clandestina la sua anima gemella, mentre l’uomo ci vede solo del divertimento. Tanto, che spesso gli uomini hanno anche due o più relazioni extraconiugali alla volta…

Commento. Sicuramente molte intuizioni dell’autrice sono condivisibili, come ad esempio quella di riconoscere per tempo le relazioni “pericolose”, invece di camuffarle, soprattutto a sé stessi, sotto la veste dell’amicizia. Alquanto stravagante sembra invece l’idea di confidare le proprie attrazioni sessuali al/alla partner, prima ancora che sia successo qualcosa, solo per essere “onesti”. Se il tradimento non è un’eccezione, ma la regola, come viene ribadito nel libro, in certe occasioni l’inganno potrebbe servire per non rovinare, con una storiaccia di sesso, un rapporto consolidato di reciproca stima ed affetto. Inoltre,  molte sono le persone che preferirebbero non sapere nulla del tradimento del/della partner, piuttosto che doversi tormentare, già prima che il tradimento sia avvenuto, attraverso l’innaturale ascolto delle fantasie sessuali del/della partner nei riguardi di un’altra persona.

Dr. Walter La Gatta

Fonte:

Head Sex and the Emotional Affair, PsychCentral

Sondaggio. Proviamo a fare anche noi lo stesso sondaggio della Vaughan: ciò che fa più soffrire in un tradimento è il fatto di essere stati ingannati o che il/la partner abbia fatto sesso con un’altra persona? Partecipate.

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