La crema della verginità e la società indiana

Una società farmaceutica indiana ha lanciato quella che definisce la “prima crema per restringere la vagina”, tanto da far sentire le donne di nuovo le donne illibate, “Like a Virgin”, come cantava Madonna. L’azienda dice che questo prodotto regalerà nuovo potere alle donne, ma i suoi critici dicono invece che è vero esattamente il contrario.

Basta guardare lo spot: la musica inizia a suonare e una donna in sari comincia a cantare e ballare. “Mi sento come una vergine”, canticchia, anche se l’annuncio mette in chiaro che non lo è.

I suoceri stanno a guardare, prima che il marito la raggiunga per un ballo in stile salsa. “Sembra la prima volta”, continua a dire, mentre balla.

La suocera dapprima ha uno sguardo disgustato sul viso, ma poi anche lei rimane conquistata e finisce, lei stessa, ad acquistare il prodotto online.

Il prodotto di restringimento vaginale è stato lanciato in India questo mese e si chiama 18; la società produttrice, la casa farmaceutica Ultratech, ha sede a Mumbai.  In India è la prima volta che si assiste a qualcosa del genere. Il Paese infatti si è velocemente adattato alla modernità, ma sulla verginità femminile la società è rimasta ancora molto conservatrice.

Infatti, la società indiana è tradizionalmente divisa in quattro rigide caste, dove l’allontanamento dalle tradizioni o le unioni fra appartenenti a caste diverse sono considerate un male peggiore della morte.

Quindi, per garantire la purezza della razza, inter-casta, questi matrimoni sono stati severamente proibiti ed i bambini che nascono da tali unioni sono dichiarati illegittimi.

Le avventure amorose tra le classi invece sono state liberamente consentite ed anzi l’antica società indiana mostrava una certa apertura verso la sessualità. Non a caso, questa è la patria del kama sutra. In India ci sono due tipi di donne: una destinata alla procreazione e una al piacere sessuale. Ovviamente, la donna scelta per essere la moglie deve appartenere alla stessa casta del marito ed essere vergine.

La castità, quindi, ha avuto poco a che fare con l’attesa per l’uomo giusto, ma serve soprattutto per garantire la purezza razziale. E’ come un obbligo spirituale, per cui le cerimonie di nozze indù ruotano intorno al Kanyadaan, che letteralmente si traduce come “il dono della vergine“.

In questo contesto culturale, si capisce come una crema che promette il ritorno alla verginità appaia come un prodotto unico e rivoluzionario. Costa circa 44 dollari e contiene ingredienti naturali tra cui polvere d’oro, vera aloe, mandorla e melograno, ed è stato clinicamente testato.

Il prodotto si propone come uno strumento per rafforzare l’autostima femminile e per ridare alle donne l’emozione di essere vergini, anche se fisicamente non può ripristinare la verginità.

La strategia pubblicitaria della società farmaceutica ha attirato molte critiche da parte di alcuni medici, gruppi di donne e utenti dei social media, che dicono che il prodotto rafforza l’opinione ampiamente diffusa in India, per cui il sesso prima del matrimonio è un tabù o un fatto peccaminoso.

“Questo tipo di crema è una sciocchezza assoluta, e potrebbe dare ad alcune donne un complesso di inferiorità”, sostiene Annie Raja dalla Federazione nazionale delle donne indiane, che si batte per i diritti delle donne nel Paese.

La sig.ra Raja dice che la crema, piuttosto che l’emancipazione delle donne, riuscirà a raggiungere lo scopo contrario, riaffermando una visione patriarcale della società, per cui gli uomini possono pretendere di sposare una donna vergine.

In realtà, nelle principali città sempre più ragazze sono sessualmente attive prima del matrimonio: più le donne lavorano e sono indipendenti, più hanno fiducia in sé stesse e nella sessualità. Tutto però si svolge ancora in modo discreto e nessuno parla apertamente della propria vita sessuale pre-matrimoniale.

Un sondaggio condotto su oltre 5.000 persone dalla rivista India Today l’anno scorso ha mostrato che meno di 1 su 5 (19%) degli indiani intervistati erano aperti all’idea del sesso prematrimoniale o della convivenza; un quarto delle persone ha affermato di non avere nulla in contrario, purché non accada nella propria famiglia.

Le giovani generazioni vorrebbero essere più aperte alla sessualità, ma sono cresciute in un ambiente ancora fortemente chiuso sull’argomento, il che porta gli adolescenti indiani a non avere idee precise sul sesso: da una parte i ragazzi chiedono alle loro ragazze il sesso prematrimoniale, ma poi, al momento del matrimonio, cercano una sposa vergine.

Dr. Giuliana Proietti

Fonte:
Virginity cream sparks Indian sex debate, BBC News

Immagine:
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Dr. Giuliana Proietti

Psicoterapeuta-Sessuologa at Ellepi Associati Ancona
PRINCIPALI ATTIVITA’

● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona)

● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it

● Saggista e Blogger

● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale

● Conduzione seminari di sviluppo personale

● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici

● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)

● Co-fondatrice del sito Clinica della Timidezza e dell’attività ad essa collegata, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali.

Per appuntamenti e richiesta di collaborazioni: 347 – 0375949 Ancona

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