Nel 1998 in Svezia fu emanata una legge sulla prostituzione, che entrò in vigore il 1 gennaio 1999. Inger Segerström, allora deputata e presidente della Federazione delle donne socialdemocratiche, così commentava:
Certamente si tratta di una legge femminista. Ma, con il Parlamento più egualitario al mondo, è normale che una questione difesa dalle organizzazioni femministe divenga una questione politica.”
E fu così che in Svezia, dove più del 40 % dei deputati erano donne, venne emanata una legge che criminalizzava l’acquisto di servizi sessuali, prevedendo la sanzione di 6 mesi di prigione per i trasgressori della norma.
La legge non vietava alle prostitute di continuare ad esercitare la loro professione, ma venivano puniti i loro clienti.
Vogliamo rimarcare che la società non accetta che un uomo possa acquistare una donna per il suo piacere. Questo ha pochissimo a che fare con la sessualità. La questione riguarda piuttosto il potere e l’uguaglianza”
spiegava la deputata svedese.
In Francia Roselyne Bachelot, ministro della solidarietà e della coesione sociale, insieme ad altre deputate ha voluto ispirarsi a questo modello che è stato definito “dissuasivo” e il dibattito su questa legge che penalizza i clienti delle prostitute è oggi molto vivo.
La prostituzione di strada in Svezia, dopo l’entrata in vigore della legge, è quasi sparita e si è concentrata ai margini delle grandi città. Il numero delle prostitute di strada si è dimezzato, secondo un rapporto pubblicato l’anno scorso dal Ministero della Giustizia svedese, che faceva il punto su dieci anni di applicazione della legge.
La maggior parte delle prostitute svedesi si sono dunque trasferite su Internet (la potremmo chiamare prostituzione 2.0…). Nel 2009, circa il 10% dei giovani fra 16 e 25 anni hanno pubblicato delle immagini sexy che li ritraevano nudi su internet: la metà delle ragazze e il 13% dei ragazzi sono stati contattati con proposte di denaro per foto sexy, oppure per parlare di sesso o mostrarsi davanti ad una telecamera.
Oltre a questa “prostituzione 2.0″, gli altri luoghi del sesso in Svezia sono quelli tipici: istituti per massaggi, solarium, club.
Sul piano dei numeri, le persone che si prostituiscono in strada sono circa 300 e 350 sono quelle che lavorano stabilmente su internet, cifre molto inferiori ai dati del 2003, in cui si stimavano da 2.500 a 3.000 prostitute. Il rapporto sostiene che questa legge è riuscita a limitare anche le attività della criminalità organizzata in questo settore.
Si temeva che l’introduzione di questa legge avesse indotto i clienti a muoversi nell’ombra, il che avrebbe potuto causare minore sicurezza per i lavoratori del sesso, ma questo non è accaduto.
Questa legge severa sembra aver dato dunque buoni frutti, anche se in realtà le sanzioni ai clienti sono piuttosto blande: in 10 anni vi sono state 289 condanne, per più di 1800 casi trattati. Le multe ammontano a meno di 2000 euro e non vi sono pene detentive. In otto casi su dieci i clienti ammettono i fatti.
La polizia lamenta una mancanza di mezzi e regole poco chiare circa l’intervento: quando dovrebbe intervenire? Prima, durante, dopo? E poi, c’è un altro dilemma: meglio occupare il tempo a perseguire i clienti, o a proteggere i giovani troppo esposti sul web?
Dr. Walter La Gatta
Fonte:
Suède: les prostituées désertent le trottoir pour internet, myeurop.info
Immagine:
Negotatiting, Wikimedia




Mi sembra una misura davvero ipocrita criminalizzare un cliente di un qualcosa che non si ha il coraggio di vietare.