Più o meno in questi giorni di ottobre, cinquanta anni fa, il massimo dell’oscenità era rappresentato in Gran Bretagna da un libro di David Herbert Lawrence:
L’amante di Lady Chatterley.
Sotto accusa era la casa editrice Penguin Books, che aveva pubblicato il libro. Le autorità decisero allora di giudicare se vi fosse effettivamente dell’oscenità nel libro attraverso una prova empirica, condotta su nove uomini e tre donne, che dovevano leggere il libro in un’aula di tribunale, in un tempo dato di 6 giorni, senza il permesso di portare il libro con sé, fuori da quei locali protetti. Solo se questi giurati avessero dichiarato la non-oscenità del libro la Penguin sarebbe stata assolta e dichiarato nullo l’Obscene Publications Act.
Questa situazione, come raccontò un testimone oculare, creò un “ambiente molto divertente, affascinante, teso e soddisfacente che nessuno di coloro che fece questa sei giorni potrà mai dimenticare”.
Ora che l’oscenità in pubblico è praticamente diventata un luogo comune, è difficile rievocare le atmosfere di allora, cioè quelle di una società che riteneva di vietare ai lettori libri come “L’amante di Lady Chatterley”, per non consentire l’opera di “depravazione e corruzione” dei lettori.
Anche se solo mezzo secolo ci separa dalla Gran Bretagna di Harold Macmillan, quel mondo del 1960 potrebbe quasi sembrare storia antica. In una Gran Bretagna in cui gli uomini portavano ancora abiti grigi pesanti, le donne, salvo poche eccezioni, non lavoravano, il libro di DH Lawrence non era che uno dei tanti libri censurati, in quanto considerato non appropriato alla moralità pubblica del tempo.
Questi primi anni sessanta dunque, potrebbero sembrarci antidiluviani: eppure era già un’epoca in cui si preparavano ad arrivare dei cambiamenti vertiginosi. Solo un anno prima del processo, Roy Jenkins aveva curato l’introduzione di unza nuova legge, Obscene Publications Act, che lasciava aperta una scappatoia a questi libri considerati troppo osé: quella del merito letterario, attraverso il quale le opere avrebbero potuto sfuggire ai divieti imposti dalla censura.
Nel maggio del 1960, la Penguin aveva pensato di sfruttare proprio questa opportunità, annunciando la sua intenzione di pubblicare 200.000 copie in brossura all’equivalente di 3 sterline di oggi (meno di 5 euro).
La maggior parte dei resoconti del processo del 1960 ce lo presentano come una farsa, che nascondeva in realtà uno scontro sociale molto più duro, quello tra una vecchia istituzione repressiva da un lato, e le forze più illuminate e progressiste, dall’altro. Quasi tutti i giornali del Regno Unito convennero sul fatto che quel processo appariva una gran perdita di tempo: il Daily Telegraph scrisse che la polizia avrebbe dovuto occuparsi di ben altro che delle pagine scritte da DH Lawrence.
La difesa, guidata da Gerald Gardner, allineava 35 testimoni, convinti del merito letterario del libro, tra cui EM Forster, Cecil Day-Lewis, Rebecca West e Richard Hoggart. Perfino il vescovo di Woolwich, John Robinson, prototipo del pastore anglicano illuminato, aveva detto alla corte che Lawrence mostrava il sesso come “un atto di santa comunione ” e rispose positivamente quando gli fu chiesto se, a suo parere, si trattava di un libro che “i cristiani avrebbero dovuto leggere “.
Al contrario, l’accusa si mostrò in difficoltà fin dall’inizio. Anche se era stata redatta una lunga lista di potenziali testimoni, che avrebbero dovuto condannare libro di Lawrence come “osceno”, nessuno di loro, al dunque, accettò di testimoniare. A un certo punto si rivolsero ad un critico letterario americano, che una volta aveva condannato il libro come “un’opera triste, con alcuni tratti di umorismo non intenzionale”, ma anche lui alla fine cambiò parere. L’accusa si concentrò nel sottolineare, a matita, le parti del libro che, a loro modo di vedere, contenevano oscenità.
Il 2 novembre 1960 la giuria assolse la Penguin Books da tutte le accuse. Quasi immediatamente, il libro divenne un best-seller. In 15 minuti, la libreria Foyles di Londra aveva venduto 300 copie e ricevuto ordinazioni per ulteriori 3.000 copie. Hatchards finì tutti i volumi in 40 minuti; Selfridges vendette 250 copie in meno di mezz’ora. In una cittadina dello Yorkshire, un macellaio astuto si era procurato delle copie del libro, che poi vendette insieme alle costolette di agnello.
Eppure, anche se il mondo intellettuale aveva accettato l’opera, le classi più popolari si sentirono tradite da questa decisione. A Edimburgo, le copie furono bruciate nelle strade, nel Galles meridionale, donne bibliotecarie chiesero il permesso di essere esentate dall’avere a che fare con quest’opera, nel Surrey, una donna angosciata scrisse al ministro degli Interni, spiegando che la figlia adolescente era in collegio e lei era terrorizzata che alcune ragazze esterne avrebbero potuto introdurre nel college questo libro perverso.
Philip Larkinscrisse scrisse che a suo parere la rivoluzione sessuale in Gran Bretagna vi fu nel periodo fra la “liberazione” di Lady Chatterley e il primo LP dei Beatles. In realtà non fu così: la società britannica restò straordinariamente casta e conservatrice fino ai primi anni settanta, quando milioni di donne iniziarono a prendere la pillola e gli adolescenti a perdere velocemente la loro verginità. Vennero poi le conquiste sociali relative al divorzio, all’omosessualità e all’aborto, vecchi tabù che ormai sono diventati elementi familiari del nostro paesaggio sociale.
Per la Gran Bretagna la fine del divieto alla pubblicazione di Lady Chatterley fu un momento estremamente simbolico, poiché rappresentava la fine di un’epoca in cui lo Stato teneva sotto controllo sia la morale privata che il comportamento pubblico dei cittadini. Altre accuse di oscenità seguirono nei successivi due decenni, ma tutte ebbero lo stesso risultato: un trionfo per la liberalizzazione, una sconfitta per la censura.
La storia di Lady ChatterlyFiglia di Sir Malcolm Reid e sorella di Hilda, Constance (“Connie” nel libro) è una donna intellettuale, socialmente progressista e molto passionale, della media borghesia scozzese. In giovane età viene mandata assieme alla sorella a fare il Grande Tour nelle città più importanti d’Europa (Parigi, Firenze, Roma, L’Aia e Berlino), per motivi di istruzione. A quindici anni si trasferisce per un lungo periodo a Dresda per studiare (soprattutto musica). In Germania si innamora di un giovane che le fa fare le sue prime esperienze sessuali, ma che poi muore in guerra. Ritornata in Inghilterra la protagonista si trasferisce nella casa materna a Kensington. In questo periodo conosce Clifford Chatterley, un uomo della bassa aristocrazia e molto intelligente, che poi sposerà e grazie al quale diventerà Lady. Nel corso del romanzo, Connie matura sia sessualmente che come donna; col tempo arriverà a disprezzare il marito e ad allontanarsi da lui. Dapprima inizierà una relazione con l’incostante irlandese Michaelis, poi con Oliver Mellors, il guardiacaccia della tenuta di suo marito, Wragby Hall. Mentre cerca di divorziare dal marito e in attesa di un figlio dal suo amato Mellors, Lady Chatterley si allontana sempre di più dalle convenzioni sociali del suo mondo, rivendicando il diritto al proprio piacere e ad iniziare, insieme all’uomo che follemente ama, una nuova vita, all’insegna della tenerezza, dalla sensualità e dall’appagamento sessuale.
In Italia e in Europa
La prima edizione del libro fu pubblicata in Italia (a Firenze, nel giugno 1928). Ciò, anzitutto per evitare problemi di censura e poi perché in quel periodo Lawrence, per curarsi la tubercolosi, era venuto a vivere in Italia. Nel periodo in cui scrisse la sua opera più celebre era a Villa Mirenda, sopra Scandicci (FI), dove dimorò dal maggio 1926 al giugno 1928.
Lawrence disegnò la copertina del libro (una fenice che si innalza in volo da un nido in fiamme), che fu stampato in 1000 copie, numerate e firmate una ad una. Il libro si ispirava ad una relazione della moglie con un Tenente (il suo futuro terzo marito). Nel 1927 così Lawrence scrisse all’amica Dorothy Brett: «Ho finito il mio romanzo. Mi piace. Ma è così indecente – secondo gli stupidi canoni convenzionali – che nessuno lo pubblicherà mai. Ed io non intendo assolutamente tagliarlo».
Un amico di Lawrence, Giuseppe Orioli, che aveva una libreria antiquaria in Lungarno Corsini indirizzò lo scrittore da uno stampatore che non si sarebbe fatto problemi e che gli avrebbe consentito di produrre una “edizione privata” dell’opera: la Tipografia Giuntina. I Giunti erano stampatori storici di Firenze, operativi già dal XV secolo, coloro che importarono la stampa a caratteri mobili in Italia insieme al veneziano Aldo Manuzio. Negli anni Venti il proprietario della tipografia era l’editore Leo Samuel Olshki.
Racconta lo stesso Lawrence, in A Propos of Lady Chatterley’s Lover, di come lo stampatore, avvertito che il contenuto del romanzo avrebbe potuto portare a problemi con la censura, commentò, con tipico accento fiorentino : «Oh! Ma se son cose che noi si fanno tutti i giorni!». Evidentemente, la priorità per i censori italiani era in quell’epoca più mirata ai contenuti politici.
Tuttavia quando Mondadori volle pubblicare, nel 1946, la prima traduzione integrale del romanzo in lingua italiana, vi fu un’interrogazione parlamentare: non certo un processo, anche se in Germania la prima traduzione vi era stata già nel 1930, in Francia nel 1932.
Film
Del libro vi sono state diverse versioni cinematografiche, di cui le più importanti sono quella del 1955, di Marc Allégret e la versione francese del 2006, vincitrice di 5 Caesars (Oscar francesi) di Pascale Ferran, il cui trailer avete trovato all’inizio del post.
Giuliana Proietti
Fonti in Internet:
Telegraph
Wikipedia
Forumtime
Arte e Arti
Arthenaweb







L'amante di Lady Chatterley è stata una delle mie iniziazioni alla sessualità. Stava messo in uno degli scaffali alti della libreria di narrativa del soggiorno nella casa dei miei genitori. Una vecchia edizione di Mondadori degli anni cinquanta, rilegata con una sovraccoperta che, con gli anni si è fatta sempre più sbrindellata.Mi inerpicavo sulla scala, lo prendevo e, rimanendo seduto sull'ultimo gradino, andavo a leggere le pagine in cui venivano descritti gli incontri amorosi tra Connie e il giardinere Mellors.Quelle pagine avevo imparato a conoscerle a memoria e mi piacevano da morire.Leggevo e sentivo dei brividi di piacere che ancora era senza nome, perchè non avevo ancora imparato il nesso tra queste sensazioni e la masturbazione.Quando poi, con la maturazione sessuale della pubertà, si stabili questo nesso, quelle pagine del romanzo di Lawrence rimasero per me una strada "regia" per la pratica della masturbazione.Ma, a parte questo, penso sempre con nostalgia a quelle letture clandestine e a quanto, in definitiva, abbia imparato sulla pratica della sessualità a partire da quelle descrizione che, per alcuni versi, furono per me quasi didascaliche.