Ricordiamo questo film, ma soprattutto Maria Schneider, l’attrice protagonista, scomparsa in questi giorni, dopo una lunga malattia, a soli 58 anni.
La trama del film:
Un americano di mezza età con una vita molto intensa e una ragazza della borghesia parigina, s’incontrano per caso in un appartamento da affittare e scoppia subito tra loro una passione sfrenata. I due decidono però di non farsi coinvolgere sentimentalmente e di rincontrarsi ancora nello stesso appartamento vuoto, senza neanche conoscere i reciproci nomi. Jeanne (Maria Schneider) decide di smettere, lui (Marlon Brando) la insegue e i due si ritrovano ad un concorso di tango, dove Jeanne ripete il suo rifiuto a Paul, il quale la supplica di ricominciare. I due si ubriacano. Jeanne, inseguita da Paul, fugge nella propria abitazione e lo uccide con la pistola del padre.
Il film, regia di Bernardo Bertolucci, con Marlon Brando e Maria Schneider, uscì il 15 Dicembre del 1972. Il giorno dopo la sua uscita nelle sale italiane, la pellicola fu sequestrata dalle autorità per “esasperato pansessualismo fine a sé stesso”. E, nel gennaio del ’76, condannata al rogo da una sentenza della Cassazione. Bertolucci fu privato di diritti civili per cinque anni, per offesa al comune senso del pudore. Ma riuscì a salvare una copia del suo lavoro.
Anche chi non avesse visto questo film avrà sicuramente sentito parlare della “scena del burro“, la più scabrosa del film, in cui il burro viene utilizzato come lubrificante in un rapporto anale. Nel 2007, in un’intervista al Daily Mail, la Schneider raccontò che la scena non era prevista dal copione: fu un’idea di Marlon Brando.
“Mi hanno quasi violentata”, spiega. “Quella scena non era prevista nella sceneggiatura. Io mi sono rifiutata, mi sono arrabbiata. Ma poi non ho potuto dire di no. Avrei dovuto chiamare il mio agente o il mio avvocato perché non si può obbligare un attore a fare qualcosa che non è nella sceneggiatura. Ma all’epoca ero troppo giovane, spiega, non lo sapevo. Così fui costretta a sottopormi a quella che ritengo essere stata una vera violenza. Le lacrime che si vedono nel film sono vere. Sono lacrime di umiliazione.”
L’attrice interruppe i rapporti con Bertolucci.
“Non ho ancora perdonato Bertolucci per il modo in cui mi ha trattata e anche quando l’ho incontrato a Tokyo 17 anni fa l’ho ignorato. Lo ricordo ancora bene sul set. Era grasso, sudato e ci ha manipolati, sia Marlon che me. Alcune mattine sul set era molto gentile e salutava, altri giorni non diceva niente, solo per vedere le nostre reazioni. Io ero troppo giovane e ingenua. E sfruttata. Per il film mi diedero solo 5mila dollari”.
La Schneider, travolta dal successo, scivolò in una vita dissoluta, segnata dalla dipendenza dall’eroina. Colpa, sostiene l’attrice, dell’immagine che Bertolucci le aveva fatto assumere in Ultimo Tango. “Ero triste perché mi trattavano come un sex symbol, ma io volevo essere apprezzata e riconosciuta come attrice. Insomma, di quell’esperienza salvo solo il mio incontro con Brando”.
Del film disse che secondo lei era stato sopravvalutato e che lo stesso Bertolucci non aveva fatto più nulla, dopo Ultimo Tango, che avesse avuto lo stesso impatto.
“Maria mi accusava di averle rubato la giovinezza e solo oggi mi chiedo se non c’era qualcosa di vero”, ha scritto il regista in una lettera pubblicata da Repubblica alla notizia della morte della Schneider “In realtà era troppo giovane per poter sostenere l’impatto con l’imprevedibile e brutale successo del film. La sua morte è arrivata troppo presto, prima che io potessi riabbracciarla, dirle che mi sentivo legato a lei come il primo giorno, e almeno per una volta, chiederle scusa”.
Troppo tardi, Bern.
Giuliana Proietti
Fonti:
Coming Soon
Bernardo Bertolucci, Wikipedia
Addio a Maria Schneider, Repubblica
Il burro? Bertolucci mi ha ingannato, Repubblica
Immagine:
Wikipedia






