Le dipendenze “non da sostanze” sono molto più insidiose delle altre, perché difficili da riconoscere, anche in sé stessi, e difficili da trattare. I dipendenti da Internet, ad esempio, si collegano alla Rete per i motivi più svariati, che vanno dal lavoro, all’informazione, al gioco, alla chat erotica, ai social network. Oppure vanno su siti come Second Life, dove trovano tutto questo.
Sebbene oggi sia un po’ in crisi, Second Life rimane importante in quanto ha rappresentato il primo universo virtuale, patria di decine di milioni di “residenti”, o avatar, che vi hanno costruito case, si sono sposati, hanno adottato bambini, comprato vestiti, ballato, chiacchierato, partecipato ad eventi, fatto sesso. Se non fosse per i Linden Dollars, che corrispondono a soldi veri, tutto quello che si fa e si vede su Second Life è virtuale. Ciò non toglie che vi siano stati dei divorzi “veri” in quanto il/la partner preferiva trascorrere il tempo nella sua “seconda vita” piuttosto che nella prima.
Dopo Second Life sono nati tantissimi altri siti che presentano mondi virtuali, con differenze grandi e piccole fra loro. Ce ne è per tutti i gusti. Il RedLightSocialCenter.com (Centro Sociale a Luci Rosse) si propone di “espandere la fantasia” di giocatori maggiorenni e dalla mentalità aperta, attraverso un sito pieno di avatar molto interessati al sesso, di tutti i tipi.
Altri mondi virtuali da visitare, se siete appassionati del genere sono: Onverse, Moove, Active Worlds Kaneva, IMVU, Cybertown.
Una menzione a parte merita Whyville , un mondo virtuale educativo per bambini e teenager. Il sito incoraggia i suoi utenti a partecipare ad eventi educativi e divertenti che forniscono ai ragazzi esperienze “pratiche” su progetti scientifici.
Esistono poi le chat 3D: delle chat in cui gli utenti interagiscono con altri utenti attraverso degli avatars, che si muovono nello spazio e fanno delle cose, assumono espressioni ed atteggiamenti. E’ il caso di 3D chat oppure di Habbo che usa la metafora dell’Hotel.
Onyx invece è un sito di tutt’altro genere: è, come si dice nella presentazione, “un gioco di esplorazione sessuale” cui possono partecipare fino a 6 giocatori, adulti e consenzienti. I giocatori possono, nel virtuale, mettere in pratica tutti i tipi di rapporti sessuali. Il gioco assegna dei ruoli casuali a ciascun giocatore (senza tenere in considerazione le notizie che la persona ha dichiarato precedentemente circa il suo genere e orientamento sessuale) tramite 600 carte-azione (simili a quelle del Monopoli, ma di tut’altro genere!) nelle quali viene detto cosa si deve far fare al proprio personaggio. L’ambientazione è ridotta al minimo e ciò che viene incoraggiato è giocare con persone vere, conosciute, con le quali nel virtuale si può fare tutto quello che è impossibile fare nella realtà.
Naturalmente nel web non c’è solo questo, ma il menù fornito è già abbastanza vasto per chi fosse stanco di avere solo una vita e fosse curioso di andarne ad esplorare delle altre… Con l’unica raccomandazione di ricordarsi sempre che di vita ne abbiamo, sempre e comunque, solo una e che spenderla tutta in un mondo virtuale sarebbe, alla fine, una grave perdita di tempo.
Giuliana Proietti
Immagine:
Librarian, Flickr







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