Che l'amore è tutto, è tutto quello che sappiamo dell'amore. Emily Dickinson

Storia della pornografia

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La pornografia viene spesso rappresentata come uno dei mali della società odierna, la prova della decadenza morale dei nostri tempi. In realtà la pornografia esiste da molto prima della fotografia o dei video: nella storia,  gli esseri umani sono sempre stati interessati a guardare immagini relative al sesso, anche se utilizzando mezzi molto diversi nelle varie epoche.

Ciò che deve essere considerato “pornografico” è notoriamente soggettivo. Anche la Venere di Milo infatti potrebbe suscitare in un uomo pensieri erotici, inducendolo all’autoerotismo, mentre un altro potrebbe guardare quelle stesse forme apprezzando l’opera artistica e l’ideale di bellezza del mondo classico.

In generale, nel mondo scientifico, si definisce “pornografia” quel materiale erotico che è stato appositamente progettato e prodotto per l’eccitazione sessuale, senza ulteriori meriti artistici.

Su questa base, potremmo dire che la prima rappresentazione erotica conosciuta risale a 30.000 anni fa: gli esseri umani del Paleolitico producevano piccole statue di donne incinte, in pietra e legno. ( Gli archeologi tuttavia dubitano che queste Veneri siano state destinate alla eccitazione sessuale. Più probabilmente, le statuette sono state utilizzate come icone religiose o simboli di fertilità).

Gli antichi Greci e i Romani hanno realizzato molte sculture pubbliche e affreschi raffiguranti l’omosessualità, il sesso a tre, la fellatio e il cunnilingus. In India, nel corso del secondo secolo, il Kama Sutra era un manuale che stabiliva le regole sia della relazione affettiva sia del rapporto sessuale. Il popolo Moche dell’antico Perù ha dipinto invece scene sessuali su ceramica, mentre l’aristocrazia giapponese nel sedicesimo secolo era appassionata di xilografia e stampe erotiche.

In Occidente, molti materiali pornografici si sono mescolati in un certo periodo a simbologie politiche: i rivoluzionari francesi, in particolare, facevano la satira dell’aristocrazia attraverso opuscoli intrisi di tematiche sessuali. Anche il marchese de Sade scrisse opere notoriamente brutali ad alto contenuto erotico, che però avevano anche un risvolto filosofico.

Solo nel 1800 è nata l’idea del porno fine a sé stesso e questo materiale ha iniziato a diffondersi attraverso romanzi erotici (che in Francia venivano stampati già dalla metà del 1600, anche se l’autore doveva prudentemente mantenersi anonimo, se non voleva finire in prigione). Il primo vero romanzo  pornografico in lingua inglese è stato Memorie di una donna di piacere “, conosciuto anche come” Fanny Hill “, pubblicato nel 1748.

L’autore di “Fanny Hill” è riuscito a parlare in un solo libro di bisessualità, voyeurismo, sesso di gruppo e  masochismo, tra gli altri argomenti. Nel 1888, è stato pubblicato semi clandestinamente “My Secret Life“, un libro in cui vengono descritte le esperienze erotiche di un giovane dell’epoca vittoriana. Il libro ha conosciuto diverse censure ed è stato pubblicato, per la prinma volta completamente privo di qualsiasi censura, solo nel 1995.

La tecnologia ha guidato l’innovazione nel genere porno. Nel 1839, Louis Daguerre inventava il dagherrotipo, una forma primitiva di fotografia. Quasi immediatamente, i pornografi cominciarono ad utilizzare questo nuovo strumento, molto promettente.

I film hanno seguito un percorso simile. Nel 1896, i registi in Francia hanno cominciato a produrre filmini erotici con brevi clip mute come “Le Coucher de la Marie“, in cui un’attrice esegue uno strip tease. Il sesso hard-core è iniziato solo dopo il 1900.

Per lungo tempo, i film porno sono rimasti uguali a sé stessi, sia nei contenuti che nella qualità. Poi, nel 1970, il cambiamento dei costumi sociali ha aperto la strada alla proiezione pubblica di film di sesso esplicito. Internet e l’invenzione della macchina fotografica digitale hanno ulteriormente abbassato le barriere al porno-making, rendendole ormai così basse che interi siti web sono stati dedicati esclusivamente ai video porno non professionali.

Il passaggio dal film erotico di altri tempi alle scene di sesso che si svolgono in alloggi privati, visualizzabili e scaricabili da Internet, ha guidato i cambiamenti anche negli atti sessuali compiuti. Gli uomini infatti si mostrano interessati a guardare video con scene erotiche particolari, a volte bizzarre, che soddisfano i propri specifici gusti. Uno studio del 1994 condotto dalla Carnegie Mellon sul primo porno da computer apparso nel Bulletin Board Systems (un precursore al World Wide Web), ha scoperto che il 48 per cento dei primissimi download erano di gran lunga al di fuori del cliché pornografico abituale e raffiguravano atti con animali, incesto e pedofilia. Meno del 5 per cento dei download raffiguravano il “normale” sesso vaginale. Questo potrebbe essere dipeso dal fatto che riviste e film pornografici proponevano un sesso molto soft, per cui gli appassionati del genere cominciarono a cercare nel computer quelle immagini che non riuscivano a trovare altrove.

Oggi, il porno è tutto su Internet, ma le dimensioni effettive del settore restano un mistero. Nessuno possiede una documentazione ufficiale: ci sono solamente alcune stime. Adult Video News, una rivista del settore, ha fatto stime annuali del porno basandosi sulle vendite e il noleggio di cassette, insieme con le vendite di riviste e sex toys. Nel 2007, secondo Mark Kernes (AVN senior editor), le vendite al dettaglio hanno raggiunto i 6 miliardi di dollari l’anno. Tuttavia, queste cifre sono state ampiamente contestate. Peraltro, anche se fossero attendibili, non terrebbero conto di tutti i video gratuiti amatoriali caricati su siti come XTube o delle tante fotografie porno che girano sul web.

Uno studio del 2008 su 813 studenti universitari americani ha rilevato che l’87 per cento degli uomini e il 31 per cento delle donne aveva dichiarato di guardare la pornografia. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Adolescent Research. Nel 2009, il ricercatore Simon Louis Lajeunesse dell’Università di Montreal  ha annunciato di aver tentato uno studio sull’impatto della pornografia nella sessualità dei giovani, ma di non essere riuscito a trovare un gruppo di controllo composto da ragazzi “vergini” nei confronti del porno. In altre parole, non si riesce più a trovare un uomo sui vent’anni che non abbia visto scene porno.

I critici sostengono che la concorrenza tra pornografi abbia portato ad una ripresa del settore in posizione dominante e le aggressioni verbali di donne rappresentate in film prodotti per uomini eterosessuali.

“Hanno bisogno di mettere sempre qualcosa di nuovo, qualcosa di eccitante, per attirare le persone”, dice Chyng Sun, professoressa di scienza della comunicazione alla New York University e direttore del film “The Price of Pleasure: Pornography, Sexuality and Relationships” . Il degrado, i livelli di aggressività aumentano porgressivamente, in modo da offrire sempre qualcosa di nuovo al pubblico.

Analizzando i best-seller dei film pornografici, la Sun ha scoperto che l’aggressione fisica e verbale è presente nel 90 per cento delle scene porno. I film diretti da donne non hanno minori probabilità di contenere scene aggressive dei film diretti da uomini, ha scritto la ricercatrice in un articolo del 2008 pubblicato nella rivista Psychology of Women Quarterly.

Non sono pochi coloro che ritengono che queste immagini aggressive siano dannose per la vita sessuale delle persone e che esse aiutino a cementare gli stereotipi negativi sulle donne. Altri sono in disaccordo: c’è ad esempio chi fa notare che la ricerca non sia ancora riuscita a tracciare un chiaro legame tra porno e comportamento sessuale criminale.

Walter La Gatta

Fonte: Live Science

Link: Statistiche sul consumo di pornografia

Immagine:  Ivo Jansch, Venere di Milo, Louvre

 

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Ancona

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