“Se si parla di turismo sessuale, non si può non pensare che dietro ci sia un’organizzazione transnazionale. Bisogna applicare gli strumenti per colpire l’organizzazione piuttosto che il singolo fatto. E’ importante arrivare alla testa delle organizzazioni” ha affermato recentemente Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, sostenendo che il turismo sessuale è una delle tante attività che fanno capo ad organizzazioni criminali e mafiose.
Potrebbe essere già questa, di per sé, una buona ragione per tenersene alla larga, anche se l’oggetto delle proprie attenzioni non fossero i minori, ma soggetti adulti e consenzienti.
Ed invece, dietro viaggi e destinazioni apparentemente “normali”, si nascondono viaggi fatti su misura, per chi desidera trovare molto sesso a poco prezzo. Si stima che su 898 milioni di turisti nel mondo, il 10% scelga ogni anno la sua destinazione sulla base delle opportunità offerte dal turismo sessuale (Fonte: Coalition Internationale pour un Tourisme Responsable) . Una delle destinazioni più di moda al momento sembra essere Riga, una città visitata non tanto per le bellezze artistico – culturali, ma per mero turismo sessuale, essendo questo un luogo ad altra concentrazione di locali che intrattengono gli uomini con spettacoli sexy.
Stessa cosa accade in Ucraina dove, non poco sorprendentemente, un gruppo di attiviste femmiste (Femen) ha deciso di combattere il fenomeno mostrandosi a seno nudo.
Il problema più grave rimanda comunque alla piaga della prostituzione minorile, in particolare quella che si è andata sviluppando in Paesi molto poveri, come il Costa Rica e il Nicaragua, dove bambini e adolescenti sono costretti a vendere il proprio corpo, nella più totale indifferenza. Oltre ai luoghi citati, le principali destinazioni per questo genere di turismo sembrano essere: Bangladesh, Brasile, Bulgaria, Colombia, Nepal, Thailandia, Kenya.
Anche il turismo sessuale femminile è un fenomeno in grande crescita.
Le mete preferite dalle donne sono i Paesi caraibici, ma anche Gambia, Senegal, Marocco, Kenya. In questi Paesi il turismo è spesso la maggiore fonte di guadagno per la popolazione locale e le Autorità mostrano una certa complicità nel favorire la prosituzione, visti gli introiti che produce. Le turiste del sesso sono in genere donne benestanti e generose: quando tornano a casa non dimenticano di spedire regali ai loro giovani amici (quasi fosse un’adozione a distanza…) e per questo ogni gigolò cerca di avere diverse ‘fidanzate’ residenti nei paesi ricchi.
Dr. Walter La Gatta
Fonti:
Editoriale/ Minori, Grasso: “All’antimafia la competenza su reati di sfruttamento sessuale” Affari Italiani
Riga, Travel
Dall’Ucraina con furore: le femministe in topless, Giornalettismo
Nicaragua, la prostituzione minorile dilaga, Repubblica
Link:
Video sul turismo sessuale femminile (in inglese)
Immagine: Wikimedia



